<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1" ?>
<rss version="2.0">
 <channel>
  <title><![CDATA[Investirefacile.com]]></title>
  <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com]]></link>
  <description><![CDATA[Investire facile: trucchi, consigli e guide per fare impresa ]]></description>
  <item>
   <title><![CDATA[Partita iva a regime de minimi, come funziona]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/39-partita-iva-a-regime-de-minimi-come-funziona.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/39-partita-iva-a-regime-de-minimi-come-funziona.php</guid>
   <description><![CDATA[Se volete mettervi in proprio e aprire una partita iva, esiste il nuovo regime de minimi, dedicato alle nuove micro imprese, con un sistema di agevolazione fiscale molto molto interessante.
&nbsp;
Il regime vale per 5 anni consecutivi. Se al termine di questi 5 anni non avete ancora compiuti i 35 anni, avrete una ulteriore estensione del periodo di agevolazione fino al compimento del 35esimo anno.
&nbsp;
Requisiti indispensabili
&nbsp;
Non aver avuto nei 3 anni precedenti, una attivit&agrave; di impresa in forma associata o familiare
Non deve essere di fatto una continuazione di altra attivit&agrave;
&nbsp;
Vincoli e Svantaggi
&nbsp;
Il limite di fatturato &egrave; di 30.000 euro per 12 mesi di attivit&agrave;.
Questo vuol dire che se aprite a Giugno, il vostro limite diventa 2500 x 6 mesi= 15.000 euro.
Non si possono avere dipendenti o collaboratori
Non si pu&ograve; fare esportazione
L'iva &egrave; indetraibile, quindi diventa un costo effettivo.
Il limite di fatturato, rende di fatto impossibile utilizzare questo regime per rivendere prodotti
Non si pu&ograve; essere soci di societ&agrave; di persone (snc e simili)
Non si possono avere cespiti superiori a 15.000 euro.
&nbsp;
Vantaggi
&nbsp;
Si paga una quota fissa del 5% degli utili, ovvero la differenza tra costi e ricavi.&nbsp;
&nbsp;
Oltre al 5% di imposte, si devono versare i contributi Inps che nel regime dei minimis diventano di fatto a Tassazione separata, con una aliquota del 26.72%.
Nelle partite iva ordinarie, invece, l'inps ha una parte fissa di circa 3000 euro per i primi 22.000 euro di utile e una parte variabile del 23.72% per il reddito oltre tale soglia.
&nbsp;
Esenzione irap, esenzione dichiarazione annuale iva, studi di settore e versamento Iva.
&nbsp;
Il calcolo fiscale &egrave; molto semplice:
&nbsp;
Ipotizzando di avere 30.000 euro di fatturato e 5000 euro di costi, l'utile sar&agrave; pari a&nbsp;
30.000 - 5.000 = 25.000 euro.
&nbsp;
Su questi 25.000 euro di calcola la quota Inps del 26.72% pari quindi a 6.680 euro
&nbsp;
Dai 25.000 euro, si detraggono gli oneri inps, quindi restano effettivi 18.320 euro sui quali si calcola il 5% fisso, pari a 916 euro, ottenendo cosi un reddito netto di 17.404 euro.
&nbsp;
La pressione fiscale, quindi su 25.000 euro di reddito lordo, diventa pari al 30% circa.&nbsp;


Le fatture de minimis
&nbsp;
Le fatture per i regimi de minims prevedono una forma molto semplice che indica il totale imponibile senza aggiunta di Iva e senza applicare alcuna ritenuta.
&nbsp;
La fattura avr&agrave; quindi un solo e unico importo totale.
&nbsp;
La fattura de minimis va redatta inserendo le seguenti diciture obbligatorie per legge
&nbsp;
&ldquo;Operazione senza applicazione dell&rsquo;Iva ai sensi dell&rsquo;articolo 27, commi 1 e 2 del D.L. 6 luglio 2011 n.98 e successive modificazioni&quot;
&nbsp;
&ldquo;Regime fiscale di vantaggio per l&rsquo;imprenditoria giovanile e per i lavoratori autonomi in mobilit&agrave; ex art.27 c. 1 e 2, DL n.98/2011&rdquo;;
&nbsp;
&quot;Non soggetta a ritenuta d&rsquo;acconto ai sensi dell&rsquo;art. 27 del D.L.98 del 06/07/2011. Provvedimento dell&rsquo;Agenzia delle Entrate N.185820/2011&quot;]]></description>
   <category><![CDATA[Fare Impresa]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Wed, 22 May 2013 12:39:34 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Registro Imprese Startup: Veneto al terzo posto]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/startup/36-registro-imprese-startup-veneto-al-terzo-posto.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/startup/36-registro-imprese-startup-veneto-al-terzo-posto.php</guid>
   <description><![CDATA[Con 85 startup registrate al Registro Imprese delle Startup innovative, il Veneto &egrave; la terza regione in Italia, preceduta dalla Lombardia, con 144 registrazioni e dalla Emilia Romagna con 98.
&nbsp;
Ad un soffio dal Veneto, troviamo il Piemonte, a quota 84 mentre seguono pi&ugrave; distaccate Lazio (57), Toscana (55) e Trentino Alto ADige (39).
&nbsp;
In fondo alla classifica, con sole 4 registrazioni, troviamo Valle d'Aosta e Basilicata.&nbsp;
&nbsp;
Molto male i risultati di Campania e Sicilia che, nonostante la popolazione, si fermano rispettivamnete a quota 21 e 13.
&nbsp;

&nbsp;
La lista completa delle startup registrate la trovate qui.&nbsp;[PDF]
&nbsp;

I requisiti per la registrazione
&nbsp;
Per registrare la propria startup nell'elenco delle startup innovative, &egrave; necessario rispettare gli 8 requisiti richiesti ovvero:
&nbsp;
- 51% delle quote o del capitale a persone fisiche
&nbsp;
- Avviata da meno di 48 mesi alla data di presentazione
&nbsp;
- sede principale in Italia
&nbsp;
- fatturato 2011 e 2012 inferiore ai 5 milioni di euro
&nbsp;
- non distribuzione utili negli ultimi 48 mesi
&nbsp;
- Innovazione tecnologica e servizi ad alto valore tecnologico come attivit&agrave; prevalente
&nbsp;
- Non &egrave; stata costituita per fusione, scissione o cessione di azienda o ramo d'azienda
&nbsp;
- Budget per Ricerca e sviluppo uguale o superiore al 20% dei costi o del fatturato

&nbsp;
&nbsp;]]></description>
   <category><![CDATA[Startup]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Mon, 20 May 2013 16:28:32 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Premio Gaetano Marzotto: 800 mila euro a disposizione]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/startup/35-premio-gaetano-marzotto-800-mila-euro-a-disposizione.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/startup/35-premio-gaetano-marzotto-800-mila-euro-a-disposizione.php</guid>
   <description><![CDATA[Al via la terza edizione del Premio Gaetano Marzotto, un bando privato dedicato alla nascita di nuove imprese, che assegner&agrave; nei prossimi mesi, ben 800.000 euro ai vincitori di idee e startup, suddivise in 4 categorie.
&nbsp;

&nbsp;
Sar&agrave; possibile inviare la propria candidatura dal 4 Aprile al 30 Giugno 2013. Le candidature saranno preselezionate entro il 31 Luglio con comunicazione entro il 5 Agosto 2013, mentre i colloqui con i finalisti avverranno il 12 Settembre 2013, con premiazione finale fissata a Novembre 2013.
&nbsp;
Le categorie saranno le seguenti:
&nbsp;
Premio impresa del futuro, con un premio di 250.000 euro, assegnato al miglior progetto in grado di generare ottime ricadute nel territorio
&nbsp;
Premio miglior impresa sociale o culturale, con 100.000 euro di premio.
&nbsp;
Premio per le migliori 10 idee under 35: 10 idee che saranno finanziate per potersi inserire in uno degli incubatori partner ovvero Boox, Fondazione Filarete, H-Farm, I3P, LUISS ENLABS, M31, Seedlab, Talent Garden Padova, The HUB e Vega.
&nbsp;
Premio Unicredit, Talento delle Idee: 150.000 euro, che premia 3 startup delle 3 categorie sopracitate
&nbsp;
Idee e startup saranno valutate su diversi aspetti, tra i quali innovazione, originalit&agrave;, impatto sociale e culturale, fattibilit&agrave; e potenziale di redditivit&agrave; del progetto.
&nbsp;
Tra i vincitori della passata edizione, rispettivamente per la categoria Premio Impresa del futuro e Miglio impresa Social, troviamo:
&nbsp;
Solwa, con il proprio progetto per creare sistemi low cost per la desalinizzazione e potabilizzazione dell&rsquo;acqua
&nbsp;
Brain Control, per sviluppare sistemi di controllo mediante pensiero, per utilizzo in ambito medico per patologie come Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), Sclerosi Multipla e &nbsp;distrofie muscolari
&nbsp;
Maggior dettagli nel sito ufficiale Premio Gaetano Marzotto.]]></description>
   <category><![CDATA[Startup]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Mon, 20 May 2013 16:11:42 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Alto Adige: Nuovi finanziamenti per Startup]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/finanziamenti/33-alto-adige-nuovi-finanziamenti-per-startup.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/finanziamenti/33-alto-adige-nuovi-finanziamenti-per-startup.php</guid>
   <description><![CDATA[&nbsp;Tra chi sostiene che le startup siano una ennesima bolla, e chi invece ci crede veramente come una delle possibili vie d'uscita da questa crisi, c'&egrave; chi invece il sistema l'ha provato per 3 anni e ora pubblica online i risultati.
&nbsp;
Parliamo dell'Alto Adige, che in occasione del lancio, per il quarto anno consecutivo del bando Startup (nuove imprese innovative), pubblica il resoconto degli ultimi 3 anni.
&nbsp;
Dai dati emergono segnali molto incoraggianti per il sistema startup Italia, che andrebbe per&ograve; esteso a livello di sistema e non lasciato alla buona volont&agrave; di pochi.
&nbsp;

&nbsp;
Ecco i dati al 2012.
&nbsp;
Tasso di sopravvivenza delle startup: 89%
Aziende avviate al 2013: 101
Fatturato generato nel 2012: 44 milioni di euro
Posti di lavoro creati: 369
Brevetti registrati: 15
&nbsp;
Il nuovo bando, mette in palio 600.000 euro per favorire la nascita di nuove imprese, che per&ograve; avranno un vincolo territoriale per i 3 anni successivi&nbsp;
&nbsp;
Per maggiori informazioni: http://www.bls.info/it/business-location]]></description>
   <category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Wed, 15 May 2013 14:40:19 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[eCommerce Mastery, corso per imparare a vendere online]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/formazione/32-ecommerce-mastery-corso-per-imparare-a-vendere-online.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/formazione/32-ecommerce-mastery-corso-per-imparare-a-vendere-online.php</guid>
   <description><![CDATA[Il 24 Maggio 2013 andr&agrave; in scena a Padova, il nuovo appuntamento dedicato al Web, con eCommerce Mastery, una giornata di formazione dedicata agli imprenditori che intendono vendere online.
&nbsp;
Dopo il grande successo di Facebook Mastery, corso specialistico per gli operatori Social, la formazione altamente specialistica torna e apre le porte al commercio elettronico.
&nbsp;

&nbsp;
Il corso, della durata di una giornata, &egrave; organizzato da Talent Garden Padova, Fondazione Comunica con il patrocinio di CCIAA di Padova e Forema, e prevede la partecipazione di una variegata tipologia di esperienze, dagli strategist di eBay agli specialisti del web marketing applicato al commercio elettronico.
&nbsp;

Tra i temi previsti del corso, ci sar&agrave; spazio per capire le strategie principali per far funzionare al meglio servizi quali Seo, Keyword Advertising e Social Commerce, comparatori di prezzo ed email marketing.
&nbsp;
Tra i relatori, troviamo Paolo Zanzottera di ShinyStat, eBay Italia e Ciao.it, Fabio Sutto della Sutto&amp;Partners e Giovanni Cappellotto, navigato Digital Strategist e Project Manager.
&nbsp;
Per iscrizioni e dettagli, vi invito a visitare il sito ufficiale del seminario eCommerce Mastery]]></description>
   <category><![CDATA[Formazione]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Wed, 15 May 2013 13:08:04 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Investire in Oro: investimento o meglio speculazione]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/finanziamenti/31-investire-in-oro-investimento-o-meglio-speculazione.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/finanziamenti/31-investire-in-oro-investimento-o-meglio-speculazione.php</guid>
   <description><![CDATA[Si sente spesso parlare degli investimenti in oro, come una delle alternative per impiegare il proprio capitale.
&nbsp;
Quello che per&ograve; viene spesso dimenticato, &egrave; che l'investimento del capitale, dovrebbe consentire di poter ottenere due specifici benefici, ovvero una rendita, sottoforma di rendita, dividendo o altro, e un mantenimento del capitale investito.
&nbsp;
Sotto questo punto di vista, possiamo quindi considerare investimenti:
&nbsp;
- gli investimenti immobiliari, i quali, salvo fasi storiche di mercato, consentono di mantenere il capitale e ottenere una rendita sottoforma di affitto;
&nbsp;
- gli investimenti in impresa, che consentono di generare un rendimento sottoforma di utile e molte volte consentono anche di incrementare notevolmente il volore del capitale investito;
&nbsp;
- gli investimenti finanziari, sottoforma di titoli di stato, obbligazioni o azioni, le quali puntano a mantenere il capitale inalterato, a fronte di un dividendo, capital gain o altro.
&nbsp;
E l'oro ?
&nbsp;

&nbsp;
A dire il vero, l'oro non &egrave; tecnicamente una forma di investimento, in quanto non genera rendita e semplicemente tende a conservare il capitale senza subire i danni da inflazione.
&nbsp;
L'oro infatti &egrave; considerato a tutti gli effetti un bene rifugio, una commodity per dirla in inglese, dal quale non si pu&ograve; trarre rendita, ma si pu&ograve; tuttavia conservare il proprio valore e soprattutto metterlo al riparo da eventuali problemi di valuta.
&nbsp;
Guardando l'andamento storico delle quotazioni di oro, negli ultimi 5 anni, il valore per oncia &egrave; passato da circa 800 dollari, agli attuali 1400. Tradotto in termini finanziari, 100 euro investiti in oro nel 2008, oggi valgono 160 euro, con un guadagno netto pari al 75%.
Una performance non delle pi&ugrave; alte, visto che siamo intorno al 15% annuo con interesse semplice, ma poco frequente nel mercato dei metalli preziosi.
&nbsp;
Una notevole impennata, causata per&ograve; dalla crisi bancaria, azionaria e immobiliare, 3 settori tipicamente meta privilegiata di investimenti e denaro, che portano cosi l'oro in ambito speculativo, pi&ugrave; che di semplice investimento.
&nbsp;
E come tutte le speculazioni, si pu&ograve; avere un ottimo guadagno, come una consistente perdita.
&nbsp;
L'andamento negli ultimi 40 anni, complici diverse crisi e sistemi ciclici, &egrave; stato infatti in seguente:
&nbsp;
- 1974: 65 dollari per oncia (ovvero 28.35 grammi)&nbsp;
- 1980: 820 dollari, picco storico.
- 2006: l'oro torno a quota 820 dollari, dopo 30 anni nel quale si &egrave; mantenuto stabile tra 400 e 600 dollari
- 2008: picco specilativo a 1000 dollari, per crollare subito dopo a 750
- 2013: picco a 1400 dollari
&nbsp;
Salvo due periodi altamente speculativi, il rendimento dell'oro &egrave; paragonabile infatti ad un investimento che mantiene il suo valore nel lungo periodo.
Chi ha investito tra il 1980 e il 1990, ha infatti dovuto attendere otlre 20 anni per riavere il semplice capitale investito con un tasso di interesse virtuale molto basso.
&nbsp;
Oggi, per esempio, con un picco a 1400 dollari (e un trend di crescita vertiginoso in poco pi&ugrave; di 2 anni), sarebbe un investimento ad altissimo rischio, avendo il picco storico dal 1970 ad oggi.
&nbsp;
Dal 2008 al 2013, ovvero in 5 anni, nonostante il picco speculativo, l'oro non va oltre il 15% di resa. Tolto l'effetto speculativo e ipotizzando un oro oggi a 1100 dollari, avremmo un guadagno in 5 anni, di poco superiore al 7.5%, ovvero inflazione e un rendimento basso.
&nbsp;
Da questa analisi, emergono 2 fattori:
&nbsp;
1) l'investimento in oro ai fini conservativi ha un senso nel lungo periodo:
2) il guadagno su speculazione, richiede ottime conoscenze e molto tempo per capire quando comprare e vendere, e richiede comunque un certo capitale di rischio.&nbsp;]]></description>
   <category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Mon, 13 May 2013 11:51:43 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Investire nel Tartufo, realizzare una tartufaia]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/30-investire-nel-tartufo-realizzare-una-tartufaia.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/30-investire-nel-tartufo-realizzare-una-tartufaia.php</guid>
   <description><![CDATA[Amanti della buona cucina e dell'aria aperta? Dite la verit&agrave;, almeno una volta nella vostra vita, avete pensato a quanto bello e profittevole sarebbe avere una tartufaia sotto casa.
&nbsp;
La prima buona notizia, &egrave; che le aree potenzialmente attive nella produzione di tartufi sono praticamente infinite.
&nbsp;
Abbiamo chiesto a Tartuficoltori Riuniti di raccontarci tutto quello che serve per mettersi in affari con i preziosi tuberi.
&nbsp;
Cos'&egrave; il tartufo
&nbsp;
Prima di tutto, cerchiamo di compredere cos'&egrave; precisamente un tartufo.
&nbsp;
Il tartufo &egrave; un fungo a tutti gli effetti, appartenente alla famiglia degli ipogei, ovvero dei funghi sotteranei.
Come tutti i funghi, si riproduce mediante spore che possono svilupparsi in ambienti umidi.
&nbsp;
Prive di clorofilla, i funghi si nutrono di altre sostanze prodotti da organismi animali o vegetali e, a seconda del tipo di micote, stabiliscono un rapporto di parassita, saprofita (ovvero si nutrono di piante morte) o in simbiosi.
&nbsp;
Come partire
&nbsp;
Per iniziare basta davvero poco: un terreno adatto allo scopo, un p&ograve; di pazienza e pochi soldi da investire per l'analisi del terreno e per acquistare le prime piante infestate dal tartufo.
&nbsp;
Il terreno ideale spesso &egrave; un terreno poco redditizio per altre tipologie di colture, perch&egrave; magari situato in zone collinari o costituito da terreni sassosi o difficilmente raggiungibili da mezzi agricoli.
&nbsp;
La disponibilit&agrave; potenziale in Italia &egrave; pressoch&egrave; totale: le uniche aree escluse dalla produzione di tartufi sono infatti quelle paludose, le aree sopra i 1000 metri sul livello del mare e ovviamente le zone sabbiose.
&nbsp;
Tutte le altre aree sono potenzialmente infestabili dalle spore del tartufo.
&nbsp;

&nbsp;
Le Piante necessarie
&nbsp;
Il tartufo &egrave; una piante che predilige alcune tipologie di alberi piuttosto che altre, in grado di consentire ai funghi di potersi sviluppare alla base della pianta, l'area che solitamente resta la pi&ugrave; umida (La lista delle piante da Tartufo)
&nbsp;
Tra le piante pi&ugrave; diffuse e semplici troviamo il Nocciolo, che consente anche di produrre frutta secca, il Pino, il Leccio e la Roverella, che sono piante spesso utilizzate anche per la produzione di legna da ardere e pellet.
&nbsp;
Come intuito, avere una tartufaia non costituisce elemento esclusivo, ma possiamo benissimo integrarla in altre tipologie agricole.
&nbsp;
Le piante appositamente infettate dalle spore di tartufo, vengono trapiantate nei terreni da trasformare in tartufaie e richiedono un tempo di attecchimento che solitamente varia intorno ai 3-4 anni mentre l'apice produttivo arriva tra l'undicesimo e il tredicesimo anno mentre restano produttive da 40 a 80 anni a seconda del tipo di pianta.
&nbsp;
Diversamente da altre produzioni agricole, una tartufaia non richiede particolari lavori: &egrave; possibile infatti lasciare un terreno apparentemente incolto, senza necessit&agrave; di praticare manutezioni, sfalcio di erbe infestanti o altro.
&nbsp;
L'unica operazione richiesta &egrave; la raccolta del tubero.
&nbsp;
Rendita e quotazione del tartufo
&nbsp;
Il tartufo, come sappiamo, &egrave; decisamente costoso.
&nbsp;
A seconda della qualit&agrave; e della variet&agrave; e del peso del singolo tubero, abbiamo una differenza di prezzo e quotazione cosi definita.
&nbsp;
Scorzone e Bianchetto, ovvero qualit&agrave; bassa, da 180 a 250 euro al Kg a seconda della taglia del tubero, solitamente compresa tra 15 e 50 grammi.
&nbsp;
La qualit&agrave; pregiata, ovvero tartufo bianco e tartufo nero, hanno quotazioni che vanno da 500 a 750 euro al kg per la variet&agrave; nera, da 1200 a 3000 euro al kg per la variet&agrave; bianca.]]></description>
   <category><![CDATA[Fare Impresa]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Wed, 21 Nov 2012 15:06:40 +0100]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Fotovoltaico: Quanto rende investire nel fotovoltaico in Italia]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/franchising/29-fotovoltaico-quanto-rende-investire-nel-fotovoltaico-in-italia.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/franchising/29-fotovoltaico-quanto-rende-investire-nel-fotovoltaico-in-italia.php</guid>
   <description><![CDATA[Non passa giorno che non sentiamo una pubblicit&agrave; che ci invita ad installare un sistema solare o un sistema fotovoltaico o impianti a biogas, sempre pi&ugrave; diffusi soprattutto nelle aree a forte vocazione agricola (e vedremo pi&ugrave; avanti quanto rende questo investimento)
&nbsp;
Produzione oggi - In Italia si producevano nel 2009 ben 69.3 Terawattora di energia fotovoltaica, classificando il nostro paese al quinto posto in Europa dopo Germania (95), Svenzia, Spagna e Francia, con quest'ultima poco sopra di noi.&nbsp;
Nel 2011, sono diventanti 77 TWh con una crescita della potenza installata da 272.000 a 350.000 impianti e 12 GW di potenza installata.
&nbsp;

&nbsp;
Cala il costo dei pannelli -&nbsp;Nel frattempo, dal 2009 al 2010, il costo dei moduli cristallini in europa &egrave; sceso da 2.9 euro/wp a 2 euro, con una decisa riduzione di incidenza sull'investimento.Ancora meglio se guardiamo in Cina, che passa da 2.6 euro per watt potenza a 1.6 euro. (Fonte: Delta Service)
&nbsp;
Quanto rende investire -&nbsp;Tanti come me, si saranno chiesti quanto effettivamente rende, in termini finanziari, un investimento di questo tipo.
&nbsp;
Secondo i diversi studi, investire nel fotovoltaico ha una resa reale del 5%.&nbsp;
Il pay back dell'investimento varia a seconda della aree geografiche da 11 a 15 anni con un rendimento calcolato tra il 4.5% e il 5.2%.
&nbsp;
Vediamo ora i dati
&nbsp;
Potenza impianto: 3 kwp
Costo di impianto e installazione: 20.000 euro
&nbsp;
Parametri di produzione elettrica: 1100 kw/h nord italia, 1400 kw/h nel sud italia.
&nbsp;
Deterioramento: 1% annuo.
&nbsp;
Ricavo medio: 0.252 euro al kw.
&nbsp;
Guadagno stimato a 30 anni al netto di un tasso inflazione di 2% e detratto i costi di impianto:
&nbsp;
Nord: 18.402 euro (4.8% reale)
Centro: 25.547 euro (6.39% reale)
Sud: 32.693 euro (7.83% reale)
&nbsp;

&nbsp;Maggiori informazioni
&nbsp;
Impianti solari, fotovoltaici e cogenerazione&nbsp;
http://www.delta-service.org/
&nbsp;
Impianti di cogenerazione e biogas
http://www.enplusitalia.eu]]></description>
   <category><![CDATA[Franchising]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Wed, 03 Oct 2012 16:28:15 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Franchising Benessere: ePilate, la depilazione laser in Franchising]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/franchising/28-franchising-benessere-epilate-la-depilazione-laser-in-franchising.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/franchising/28-franchising-benessere-epilate-la-depilazione-laser-in-franchising.php</guid>
   <description><![CDATA[Se siete interessati ad avviare una nuova attivit&agrave; collegata ai servizi per la persona, ePilate potrebbe fare al vostro caso.
&nbsp;
ePilate, societ&agrave; bresciana, &egrave; specializzata nella depilazione laser definitiva offrendo sedute per la bellezza ad un prezzo low cost di soli 38 euro.
&nbsp;
Punto di forza del sistema ePilate, macchinari all'avanguardia che consentono di tagliare i costi ed offrire un servizio di altissimo livello
&nbsp;
.
&nbsp;
Quanto costa e come aprire
&nbsp;
Aprire un centro estetico per la depilazione laser a luce pulsata richiede un piccolo investimento iniziale di 39.000 euro per arredi e macchinari oltre alla consulenza per disporre il layout del proprio centro estetico.
&nbsp;
E' poi prevista una royaltie mensile di 250 euro che comprende l'assistenza per la gestione dell'attivit&agrave;.
&nbsp;
L'affiliato viene seguito nella fase formativa, nella ricerca di personale e nella gestione di tutte le pratiche necessarie per l'avvio e la gestione dell'attivit&agrave;.
&nbsp;
Contatti Franchisor
&nbsp;
ep&igrave;Late srl
Via contrada Cavalletto n. 30
25122 Brescia T.0305234426
www.epiLate.it
&nbsp;]]></description>
   <category><![CDATA[Franchising]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Wed, 03 Oct 2012 16:06:00 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[SmallKnot, il Crowdfounding formato Small e Local]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/finanziamenti/27-smallknot-il-crowdfounding-formato-small-e-local.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/finanziamenti/27-smallknot-il-crowdfounding-formato-small-e-local.php</guid>
   <description><![CDATA[Come accennato qualche tempo fa sul precedente articolo sul Crowdfounding, arriva SmallKnott, una rivisitazione del Crowdfounding in versione Small and Local.
Il motto &egrave; chiaro: Invest in a Small Company. Secondo quanto riportato da alcuni slot chiusi e finanziati, il ritorno di investimento &egrave; sciuramente interessante.

Con SmallKnot &egrave; possibile investire in piccole attivit&agrave; locali come bar, ristoranti e negozi, a partire da pochi dollari fino a qualche centinaio, potendo ottenere poi come ritorno di investimento servizi o prodotti.&nbsp;

Tante le possibilit&agrave; per investire a partire da pochi euro come visibile in questa piccola lista.
Per 25 dollari si ottiene la possibilit&agrave; di disporre di un credito spendibile di 35 dollari. &nbsp;Con 50 dollari otterrete un all you can drink per un giorno. Per 100 dollari, un 2 x 1 valido per un mese.
Un bel modo per investire, ottenere un buon rientro e aiutare tanti piccoli imprenditori ad aprire bar e attiit&agrave; varie.
]]></description>
   <category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Wed, 08 Aug 2012 17:01:10 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Idee Innovative: Il Dog Parking]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/idee-business/26-idee-innovative-il-dog-parking.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/idee-business/26-idee-innovative-il-dog-parking.php</guid>
   <description><![CDATA[Quante volte vi &egrave; capitato di dover fare degli acquisti mentre passeggiavate con il vostro cane?
Quante volte vediamo qualcuno cercare di legare in qualche modo il proprio cane per poter entrare poi in un negozio?
Per una soluzione a tutti questi problemi, nasce il Dog Parking, un'area apposita dove i nostri amici animali potranno accomodarsi tranquillamente usufruendo eventualmente di una ciotola dove mettere acqua o cibo.

Idea intelligente che prende spunto dai baby park che spesso nascono all'interno dei centri commerciali.
&nbsp;]]></description>
   <category><![CDATA[Idee Business]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Wed, 08 Aug 2012 16:48:29 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Idee Interessanti: Prese elettriche innovative]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/idee-business/25-idee-interessanti-prese-elettriche-innovative.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/idee-business/25-idee-interessanti-prese-elettriche-innovative.php</guid>
   <description><![CDATA[&nbsp;In un mondo sempre pi&ugrave; tecnologico e iperconnesso, molte delle future innovazioni e start up nasceranno dal riediting di vecchie cose di uso comune.
Con lo standard miniUsb imposto in Europa, dal 2014 tutti gli apparecchi elettronici dovranno disporre di una porta miniusb per poterne effettuare la ricarica elettrica.
Per ovviare ai soliti problemi di mancanza di prese o di trasformatori a portata di mano, la presa multifunzione con porta Usb diventer&agrave; un must nelle nostre case come gi&agrave; avviene da qualche anno negli uffici.
]]></description>
   <category><![CDATA[Idee Business]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Wed, 08 Aug 2012 16:29:37 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Salone del Franchising Milano Dal 9 al 12 Novembre]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/eventi/24-salone-del-franchising-milano-dal-9-al-12-novembre.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/eventi/24-salone-del-franchising-milano-dal-9-al-12-novembre.php</guid>
   <description><![CDATA[Per chi &egrave; a caccia di idee, da mettere in agenda il prossimo Salone del Franchising di Milano, uno dei principali eventi a tema, che si terr&agrave; a Milano dal 9 al 12 Novembre 2012.

Qui saranno presenti oltre 20 settori merceologici e centinaia di franchisor con possibilit&agrave; di valutare le diverse proposte e concludere direttamnete.]]></description>
   <category><![CDATA[Eventi]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Fri, 29 Jun 2012 16:45:50 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Tetti Verdi: Un business di nicchia pronto ad esplodere]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/idee-business/23-tetti-verdi-un-business-di-nicchia-pronto-ad-esplodere.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/idee-business/23-tetti-verdi-un-business-di-nicchia-pronto-ad-esplodere.php</guid>
   <description><![CDATA[Ancora poco diffusi in Italia, i tetti verdi rappresentano una soluzione ottimale per perseguire molteplici scopi.
Cos'&egrave; un tetto verde
I tetti verdi sono molto diffusi nel nord Europa e rappresentano uno dei migliori sistemi per combattere il freddo e gli sbalzi termici che soprattutto di notte, rischiano di compromettere le normali coperture.
Un tetto verde &egrave; composto da diversi strati sovrapposti di guaine isolanti, sistemi di drenaggio, terrento e per finire vegetazione.

Principali differenze
Possiamo distinguere 3 classi di tetti verdi ovvero:
Estensivo: poco costoso, richiede una altezza di 70-100 mm e produce un peso sul tetto di scarsa rilevanza, circa 50-80 kg per mq

Semi Estensivo: un p&ograve; pi&ugrave; costoso, richiede una altezza tra 120 e 150 mm con un peso sul tetto di circa 120 kg per mq

Intensivo: &egrave; la forma pi&ugrave; costosa ma quella che offre il massimo dei benefici. Richiede da 150 a 400 mm di spessore e un peso tra 150 e 500 kg per mq.

Quali sono i vantaggi
Maggiore durata del tetto : un tetto verde moltiplica per 3 la vita media degli strati isolanti normalmente presenti nei tetti. Grazie alla protezione termica, al sistema di drenaggio e alla barrirea naturale contro la grandine, garantisce un ciclo di vita molto elevato.
Isolamento termico e acustico: un tetto verde &egrave; una delle soluzioni migliori per isolare termicamente il proprio tetto. Garantisce infatti un perfetto isolamento in inverno mentre in estate, la copertura assorbe gran parte dei raggi solari, abbattendo fino a 5-8 gradi la temperatura percepita nel sottotetto.
Miglioramento ambientale: secondo diversi studi recenti, l'aumento delle aree verdi nelle metropoli consentirebbe di ridurre di pari percentuale la percezione di afa, grazie ad un effetto termico e di riciclo dell'aria molto importante.
Biodiversit&agrave;: Un tetto verde diventa presto un habitat per insetti e uccelli, spesso utili per combattere zanzare e altri nemici naturali.
Quanto Costa
Il costo vari dai 35 euro al mq per un tetto estensivo, ai 70 euro di media per i tetti semi estensivi mentre tra 70 e 100 euro al mq per quelli intensivi.]]></description>
   <category><![CDATA[Idee Business]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Mon, 04 Jun 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Fattorie Urbane contro la crisi]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/22-fattorie-urbane-contro-la-crisi.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/22-fattorie-urbane-contro-la-crisi.php</guid>
   <description><![CDATA[In epoca di crisi economica, con stipendi sempre meno sufficienti per arrivare agevolmente alla fine del mese, ritornano idee dal passato: la nostra tradizione contadina che mezzo secolo fa garantiva comunque alla stragrande maggioranza degli italiani, un pezzo di terra da coltivare a ortaggi.
Solo in Italia, migliaia di ettari potenzialmente coltivabili restano infatti abbandonati al degrado contribuendo al degrado e al dissesto idrogeologico del nostro paese.
Se in questa ottica bene o male qualcosa si sta facendo, con finanziamenti o prestiti agevolati per i giovani che vogliono tornare a coltivare, vorrei invece spostare l'attenzione sui terreni, sulle aiuole e su tutti i prati presenti in aree urbane, spesso lasciati al degrado completo o, peggio ancora, imponenti voci di spesa nei bilanci comunali.
Per capire la dimensione di questo fenomeno, vi cito i dati americani della citt&agrave; di Cleveland, la quale, con un grande programma di Urban Farm, ha assegnato la bellezza di 20.000 lotti per un risparmio di gestione sul verde di ben 3 milioni di dollari all'anno.

Programma analogo a Philadelfia dove sono stati assegnati 5200 lotti.
Vorrei citare per diritto di cronaca, anche l'importante programma Food Desert &nbsp;della USDA, che negli Stati Uniti agevola e sostiene chi partecipa ai progetti di riconversione agricola di aree desertiche (molto diffuse negli Stati Uniti, sia per questioni morfologiche, sia per opera dell'uomo).

I vantaggi degli orti urbani
Poter coltivare, anche per soli fine estetici, un piccolo pezzo di terra, crea vantaggi enormi per tutta la comunit&agrave;.
1) Promozione sociale

Coltivare insieme un pezzo di terreno, piuttosto che collaborare per gestire aiuole e spazi verdi, crea in qualche modo un ritorno alle antiche tradizioni del focolare, consentendo rapporti sociali oggi sempre meno frequenti a causa dei ritmi frenetici della vita e l'uso smodato di tecnologie comunicative
2) Valorizzazione urbana

Avete mai notato che dove c'&egrave; sporcizia, le persone in qualche modo si sentono quasi giustificate a gettare a terra carte e immondizia?
Viceversa, trovandosi in aree ben curate, le persone si muovono senza problemi alla ricerca di un cestino.
3) Km Zero e Local Food
Poco pratica nelle piccole aiutole ma gi&agrave; con risultait tangibili in spazi un p&ograve; pi&ugrave; grandi: la produzione locale di frutta e verdura in orti urbani, potrebbe diventare economicamente interessante per poter usufruire di prodotti agricoli non solo a km zero, ma sicuramente meno costosi rispetto alle normali catene distributive (e parliamo di sconti, su frutta e verdura di stagione, anche del 70%).]]></description>
   <category><![CDATA[Fare Impresa]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Tue, 29 May 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Crowdfunding: I tuoi clienti i tuoi migliori finanziatori]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/finanziamenti/21-crowdfunding-i-tuoi-clienti-i-tuoi-migliori-finanziatori.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/finanziamenti/21-crowdfunding-i-tuoi-clienti-i-tuoi-migliori-finanziatori.php</guid>
   <description><![CDATA[Il crowdfunding, sistema molto diffuso nei paesi anglosassoni ma ancora poco sviluppato nella vecchia e cara Europa, &egrave; un sistema vincente per antonomasia e consiste nel farsi finanziare un'idea direttamente dai potenziali clienti interessati poi a ricevere il prodotto o il servizio che vogliamo produrre.
&nbsp;
Perch&egrave; &egrave; vincente? Il motivo &egrave; uno solo, semplice, chiaro e inoppugnabile.
Gli investitori saranno i tuoi futuri clienti, garantiti.
Che c'&egrave; di meglio di partire con un prodotto, un servizio o qualunque altra cosa trovando in contemporanea finanziamenti e clienti?
&nbsp;

&nbsp;
Immaginiamo di voler pubblicare un libro.
&nbsp;
Facciamo un piccolo business plan, e stabiliamo che per produrre le prime 100 copie, oltre alla scrittura del libro, saranno necessari per ipotesi 500 euro.
&nbsp;
Ora, non resta che incentivare i nostri finanziatori a partecipare. Per fare questo, potremmo creare 2-3 modalit&agrave; diverse, per esempio.
&nbsp;
1 euro: Un semplice grazie
5 euro: Una copia del libro
10 euro: Una copia del libro e citazione nei rigraziamenti
&nbsp;
Per andare in stampa, baster&agrave; probabilmente coinvolgere un centinaio di persone, poca cosa online.
&nbsp;
Il bello del crowdfunding &egrave; la possibilit&agrave; di spaziare da un settore all'altro, cosi come da un piccolo ad un grande progetto.
&nbsp;
Immaginiamo di voler aprire una pizzeria. Dal business plan, emerge che sar&agrave; necessario raccogliere un budget iniziale di 1000.000 euro.
In tempi di crisi finanziaria, andare in banca sarebbe inutile.&nbsp;
&nbsp;
Quindi, tentiamo con il Crowdfunding ipotizzando diversi pacchetti investitori, ovvero:
&nbsp;
10 euro: l'investitore otterr&agrave; una pizza + bibita;
20 euro: l'investitore otterr&agrave; una pizza + bibita x 3 persone.
50 euro: l'investitore otterr&agrave; una pizza + bibita x 8 persone.
&nbsp;
100 euro: un banner pubblicitario nel locale per 1 mese
500 euro: un banner pubblicitario nel locale per 6 mesi
&nbsp;
1000 euro: pizza gratis tutti i martedi del mese per 1 anno.
10.000 euro: 1% di quota.
ecc
&nbsp;
Creando questi pacchetti, forniamo ai potenziali investitori, la possibilit&agrave; di investire una piccola cifra in cambio di qualcosa di conveniente oppure, per chi ha maggiori disponibilit&agrave; e propensione al rischio, di entrare nell'investimento anche come socio finanziatore.]]></description>
   <category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Mon, 28 May 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Pmi: 1 PMI su 3 pensa al risparmio energetico]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/17-pmi-1-pmi-su-3-pensa-al-risparmio-energetico.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/17-pmi-1-pmi-su-3-pensa-al-risparmio-energetico.php</guid>
   <description><![CDATA[Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
Nel biennio 2010 / 2011, il 33% delle PMI ha investito in tecnologie per il risparmio energetico, per migliorare efficienza e ridurre il consumo energetico nei cicli produttivi.
Con le tariffe elettriche in forte aumento, il risparmio di energia rappresenta uno dei migliori investimenti oggi attuabili a livello economico, con rendimenti spesso intorno al 7-9% del capitale investito.

Qualche numero?
Nel biennio preso di riferimento, ammonterebbe a ben 7.8 miliardi lo spreco energetico da parte delle aziende italiane, una cifra enorme letteralmente buttata via dalle nostre imprese.
Secondo lo studio di Officine Verdi, infatti, migliorando l'efficienza energetica del 5%, il sistema produttivo potrebbe incrementare i ricavi di almeno un 4%, pari, sul PIL nazionale, a ben 31 miliardi di euro.

Cosa hanno fatto?
Impianti fotovoltaici, termico solare, lampadine e strumentazioni a basso consumo energetico, coibentazioni ed isolamenti termici, queste le strade pi&ugrave; seguite dalla aziende che hanno deciso di investire nel risparmio energetico come mezzo di creazione di valore.
Cosa resta da fare?
Lo spazio per nuove imprese in questo ambito &egrave; davvero enorme. Spesso, molte aziende cosi come molte famiglie, non pensano al risparmio energetico perch&egrave; semplicemente non sanno cosa fare.
Per lanciare una nuova impresa, ecco qualche spunto:
- Informazione e consulenza sulle strade percorribili: spiegare a famiglie e aziende, con business plan alla mano, che risparmiare energia diventa un ottimo investimento
- Soluzioni ad hoc per il risparmio
- Vendita di prodotti, elettrodomestici e strumenti a basso consumo energetico
&nbsp;]]></description>
   <category><![CDATA[Fare Impresa]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Thu, 01 Dec 2011 00:00:00 +0100]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Idee Business 2012: Trend e Idee per il 2012]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/idee-business/16-idee-business-2012-trend-e-idee-per-il-2012.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/idee-business/16-idee-business-2012-trend-e-idee-per-il-2012.php</guid>
   <description><![CDATA[Se siete a caccia di idee per lanciare il vostro nuovo business, potrebbe esservi d'aiuto una analisi di partenza su quello che saranno i nuovi trend per il prossimo futuro.
Sdoganato ormai il web 2.0, il mondo dell'era digitale si sta lentamente spostando su nuovi trend oggi considerati terreni vergini, pronti a divetare un nuovo business.

Ecco i principali trend in fase di sviluppo
Mobile : il web &egrave; destinato a diventare sempre pi&ugrave; Mobile, tanto che gi&agrave; nel 2011, le vendite di dispositivi mobile hanno eguagliato quelle di Pc e notebook, e per il 2012 &egrave; atteso uno storico sorpasso. In Italia, a fronte di circa 26 milioni di navigatori, gi&agrave; 9 navigano anche su smartphone e tablet Pc.&nbsp;
Applicazioni e servizi mobile sono ancora un terreno interessante per sviluppare nuovi business; spesso, una funzione gi&agrave; disponibile su Pc e riportata semplicemente in ambito mobile pu&ograve; diventare vincente.
Suggerimento: pensate a qualcosa che potrebbe esservi utile quando non siete davanti al Pc, qualcosa che potrebbe farvi risparmire tempo, soldi o semplicemente aiutarvi nella vita quotidiana, e reinventatela in modalit&agrave; Apps.
Cloud: Addio Pc, notebook, tablet e smartphone. Il futuro &egrave; cloud, ovvero la possibilit&agrave; di trasferire tutti i nostri dati in ambiente Web e poterli poi gestire, visualizzare e modificare da qualunque dispositivo, creando una sorta di continuit&agrave; tra casa, ufficio e mobilit&agrave;.&nbsp;
Backup, condivisione di file multimediali, document sharing, controllo remoto, sono solamente alcune delle potenzialit&agrave; del cloud.
Social Management: Il web &egrave; ormai un fiume impetuoso di reti, informazioni e dati. I social network spuntano come funghi e quello che oggi appare spesso complesso, &egrave; la gestione multipiattaforma delle informazioni, dei contatti, della nostra presenza.
Facebook, Twitter, Google Plus, Youtube, Foursquare, Flickr, Plaxo sono solo alcune delle piattaforme maggiormente utilizzate, le quali richiederebbero una persona a tempo pieno anche solo per gestirle e monitorarle.
Suggerimento: Pensate in ottica di multipiattaforma.
Noleggio: La sempre pi&ugrave; crescente obsolescenza dei sistemi informatici e la cresce facilit&agrave; e disponibilit&agrave; delle reti, consentono oggi alle aziende di poter trasferire parte dei propri investimenti, dalla voce cespiti a quella servizi. Pc, notebook ma anche software e applicazioni, &egrave; possibile oggi offrire servizi a consumo su moltissime apparecchiature e attrezzature di lavoro.
Avete presente Xerox, che cre&ograve; il primo servizio di stampanti laser in comodato, dove le aziende pagavano solo un tot per ogni stampa, potendo cosi avere macchine di ultima generazione, manutenzione e toner sempre carico?
Suggerimento: Xeroxizzate il vostro business! Pensate a qualcosa di complesso o costoso, e reinventatelo in formula a noleggio.]]></description>
   <category><![CDATA[Idee Business]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Sun, 20 Nov 2011 00:00:00 +0100]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Il costo degli errori, il valore dell'esperienza]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/15-il-costo-degli-errori-il-valore-dellesperienza.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/15-il-costo-degli-errori-il-valore-dellesperienza.php</guid>
   <description><![CDATA[C'&egrave; una pratica, purtroppo molto diffusa in Italia, di non dare peso all'esperienza del proprio consulente e quindi di non riconoscerla economicamente.
Chi lavora nel web conosce molto bene questa storia, spesso accompagnata da esclamazioni pi&ugrave; o meno colorite sulla tariffa oraria applicata e comparazioni con falegnami, idraulici e artigiani di ogni sorta.
La maggior parte dei clienti, purtroppo, &egrave; incapace di capire cosa stia comprando esattamente e nella migliore delle ipotesi, riesce a malapena ad accendere il proprio pc senza morire fulminato.
Altre volte, e questa volta do ragione al cliente, ci sono servizi di pessima qualit&agrave; e scarsa utilit&agrave; venduti invece a peso d'oro o venduti come mezzo risolutivo a tutti i problemi del pianeta.
Nella maggior parte delle trattative commerciali, il cliente si impunta sul prezzo e non sono pochi quelli che comparano il nostro preventivo al costo del nipote, dell'amico o del classico cuggggino, figura mitologica italiana, pronto a porre rimedio a tutti i mali.
Ma c'&egrave; un aspetto dimenticato dalla quasi totalit&agrave; dei clienti che non riguarda esclusivamente il web ma ha una valenza pi&ugrave; ampia: parlo del costo dell'errore e delle scelte sbagliate.
I casi pi&ugrave; evidenti si riscontrano nella scelta del proprio team di lavoro.
Un buon dipendente costa mediamente quanto un pessimo dipendente. Un buon programmatore, costa spesso lo stesso di uno mediocre, cosi come un dipendente volenteroso costa lo stesso di un lavativo. Le differenze dal punto di vista economico, quando ci sono, sono quasi impercettibili.
Quello che invece &egrave; molto pi&ugrave; evidente, &egrave; il danno indotto dal mancato fatturato, o dal mancato guadagno.
Quanto costa, in termini di fatturato, una persona sbagliata nel posto sbagliato? Quanti soldi mi fa perdere un dipendente mediocre rispetto ad uno che in poco tempo diventa indispensabile?
Immaginate ora il vostro posto di lavoro, la vostra azienda o quella di un vostro cliente.
Immaginate come sarebbe oggi, se invece di dipendenti mediocri, il vostro datore di lavoro o il vostro cliente avesse assunto solo campioni.
Forse spenderebbe un 10% in pi&ugrave; sulla voce stipendi, ma state certi che questa percentuale la ritrovereste moltiplicata per 10 nella voce utile aziendale.
Nessuno &egrave; indispensabile in un'azienda, &egrave; vero, ma ci sono persone che incidono di pi&ugrave; o di meno nel fatturato complessivo.
Allo stesso modo, affidarsi ad un consulente veramente esperto piuttosto che ad uno improvvisato, porta spesso a risultati completamente diversi.
Il cliente medio, valuta sul prezzo e spesso sceglie la via pi&ugrave; economica, che poi &egrave; la via pi&ugrave; rapida per non avere risultati e fallire miseramente.
Non abbiate piet&agrave; o remore a dare il giusto peso alla vostra esperienza e fatelo pesare nel preventivo, a patto che ovviamente questo know how sia reale e concreto e non inventato.
Lo stesso cliente molto probabilmente guida una mercedes o un auto costosa e quando deve tagliandarla, preferisce spendere 1.000 euro presso l'officina ufficiale piuttosto che spenderne 100 da quella sottocasa.
L'improvvisazione porta risultato nell'immediato, ma difficilmente nel medio e lungo periodo.]]></description>
   <category><![CDATA[Fare Impresa]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Fri, 11 Nov 2011 00:00:00 +0100]]></pubDate>
  
  </item>
  <item>
   <title><![CDATA[Coworking: Ufficio a prezzo di saldo]]></title>
   <link><![CDATA[http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/14-coworking-ufficio-a-prezzo-di-saldo.php]]></link>
   <guid>http://www.investirefacile.com/post/fare-impresa/14-coworking-ufficio-a-prezzo-di-saldo.php</guid>
   <description><![CDATA[Il CoWorking rilancia la vecchia idea della condivisione dell'ufficio, gi&agrave; in uso per tanti professionisti.
A differenza della condivisione classica, per&ograve;, il CoWorking crea una formula flessibile che consente di poter disporre di un ufficio completo di utenze e attrezzature anche solo per un'ora, un giorno o un mese.
La flessibilit&agrave; &egrave; il valore aggiunto della soluzione, che consente di poter avere un ufficio a tutti gli effetti ma pagarlo solo per la parte realmente utilizzata o per il tempo occupato realmente, ottimizzando al meglio il nostro costo.
Inoltre, l'assenza di investimento iniziale, consente di poter limitare l'esborso e la perdita di liquidit&agrave;, che soprattutto all'inizio e per tanti giovani imprenditori, diventa spesso un problema insormontabile.

Attivare un ufficio non &egrave; infatti tanto economico.
Prendiamo l'esempio di una soluzione per una singola persona, da 50 mq (credo sia difficile trovare metrature ancora pi&ugrave; piccole).
L'Affitto in zone non eccessivamente costose, potrebbe aggirarsi intorno ai 300 euro al mese.
A questo dobbiamo aggiungere:
- Connessione Internet e linea Telefonica / Fax: 50 euro al mese ad essere ottimisti
- Utenze Luce, Acqua e Gas: 150 euro al mese, considerando che solo di fisso siamo gi&agrave; a circa 70 euro.
- Ici e imposte : circa 60 euro al mese, dipende soprattutto dalla tassa rifiuti in essere
Il totale della spesa corrente, affitto incluso: 630 euro al mese, per un minimo di 6 mesi essendo un contratto commerciale.
A questo costo, dobbiamo aggiungere arredamenti, impiantistica parziale o totale, costi di manutenzione vari, costi di messa a norma e costo di &quot;comfort&quot;, ovvero oggetti non indispensabili al lavoro ma utili per rendere il posto di lavoro pi&ugrave; felice e ottimista, elemento fondemantale!&nbsp;

&nbsp;
Potremmo ipotizzare, su base dei 3 anni classici di ammortamento, altri 100 euro al mese, con il difetto di doverli anticipare subito.
Totale: 730 euro totali.
Le offerte CoWorking, offrono scrivanie o addirittura uffici interi tra i 200 e i 600 euro, un prezzo direi ragionevole soprattutto per chi volendo partire da zero, vuole disporre di un ufficio vero e proprio con tanto di sala riunione o comunque un ambiente professionale per eventuali colloqui con clienti.
Per maggiori informazioni, vi invito a visitare coworking Project, uno dei siti pi&ugrave; attivi su questo argomento]]></description>
   <category><![CDATA[Fare Impresa]]></category>
   <pubDate><![CDATA[Tue, 09 Aug 2011 00:00:00 +0200]]></pubDate>
  
  </item>
 </channel>
</rss>