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Investire in Oro: investimento o meglio speculazione

Si sente spesso parlare degli investimenti in oro, come una delle alternative per impiegare il proprio capitale.
 
Quello che però viene spesso dimenticato, è che l'investimento del capitale, dovrebbe consentire di poter ottenere due specifici benefici, ovvero una rendita, sottoforma di rendita, dividendo o altro, e un mantenimento del capitale investito.
 
Sotto questo punto di vista, possiamo quindi considerare investimenti:
 
- gli investimenti immobiliari, i quali, salvo fasi storiche di mercato, consentono di mantenere il capitale e ottenere una rendita sottoforma di affitto;
 
- gli investimenti in impresa, che consentono di generare un rendimento sottoforma di utile e molte volte consentono anche di incrementare notevolmente il volore del capitale investito;
 
- gli investimenti finanziari, sottoforma di titoli di stato, obbligazioni o azioni, le quali puntano a mantenere il capitale inalterato, a fronte di un dividendo, capital gain o altro.
 
E l'oro ?
 
 
A dire il vero, l'oro non è tecnicamente una forma di investimento, in quanto non genera rendita e semplicemente tende a conservare il capitale senza subire i danni da inflazione.
 
L'oro infatti è considerato a tutti gli effetti un bene rifugio, una commodity per dirla in inglese, dal quale non si può trarre rendita, ma si può tuttavia conservare il proprio valore e soprattutto metterlo al riparo da eventuali problemi di valuta.
 
Guardando l'andamento storico delle quotazioni di oro, negli ultimi 5 anni, il valore per oncia è passato da circa 800 dollari, agli attuali 1400. Tradotto in termini finanziari, 100 euro investiti in oro nel 2008, oggi valgono 160 euro, con un guadagno netto pari al 75%.
Una performance non delle più alte, visto che siamo intorno al 15% annuo con interesse semplice, ma poco frequente nel mercato dei metalli preziosi.
 
Una notevole impennata, causata però dalla crisi bancaria, azionaria e immobiliare, 3 settori tipicamente meta privilegiata di investimenti e denaro, che portano cosi l'oro in ambito speculativo, più che di semplice investimento.
 
E come tutte le speculazioni, si può avere un ottimo guadagno, come una consistente perdita.
 
L'andamento negli ultimi 40 anni, complici diverse crisi e sistemi ciclici, è stato infatti in seguente:
 
- 1974: 65 dollari per oncia (ovvero 28.35 grammi) 
- 1980: 820 dollari, picco storico.
- 2006: l'oro torno a quota 820 dollari, dopo 30 anni nel quale si è mantenuto stabile tra 400 e 600 dollari
- 2008: picco specilativo a 1000 dollari, per crollare subito dopo a 750
- 2013: picco a 1400 dollari
 
Salvo due periodi altamente speculativi, il rendimento dell'oro è paragonabile infatti ad un investimento che mantiene il suo valore nel lungo periodo.
Chi ha investito tra il 1980 e il 1990, ha infatti dovuto attendere otlre 20 anni per riavere il semplice capitale investito con un tasso di interesse virtuale molto basso.
 
Oggi, per esempio, con un picco a 1400 dollari (e un trend di crescita vertiginoso in poco più di 2 anni), sarebbe un investimento ad altissimo rischio, avendo il picco storico dal 1970 ad oggi.
 
Dal 2008 al 2013, ovvero in 5 anni, nonostante il picco speculativo, l'oro non va oltre il 15% di resa. Tolto l'effetto speculativo e ipotizzando un oro oggi a 1100 dollari, avremmo un guadagno in 5 anni, di poco superiore al 7.5%, ovvero inflazione e un rendimento basso.
 
Da questa analisi, emergono 2 fattori:
 
1) l'investimento in oro ai fini conservativi ha un senso nel lungo periodo:

2) il guadagno su speculazione, richiede ottime conoscenze e molto tempo per capire quando comprare e vendere, e richiede comunque un certo capitale di rischio.